Interrogazione parlamentare sul ‘concorsone’ de L’Aquila: la solita Italia degli sprechi e degli “attenzionati” che non premia la qualità

260px-LAquila eathquake prefetturaNei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare alMinistro Barcaquale delegato del Governo per la ricostruzione. Questa interrogazione accoglie le istanze del Comitato vincitori e idonei al concorso per300 posti ricostruzione Abruzzo, nato per tutelare i diritti dei vincitori e degli idonei del concorso e ancora in attesa di assunzione. È stato chiesto al Ministro «se non si ritiene opportuno procedere in futuro ad utilizzare – nel reclutamento di personale per gli Uffici deputati alla ricostruzione (…) – le graduatorie degli idonei al recente concorso pubblico effettuato ai sensi del D.L. 83/2012».

Sono stati infatti selezionati 1.730 soggetti idonei, di cui 300 vincitori, che hanno dimostrato notevole competenza e preparazione riportando punteggi elevatissimi; lo stesso Ministro Barca ha voluto fortemente un concorso pubblico, nel convincimento che solo l’assunzione a tempo indeterminato potesse assicurare al cratere aquilano l’impegno e le certezze che la ricostruzione richiede; la procedura di selezione ha richiesto l’impiego di ingenti risorse economiche e di personale e le graduatorie che si sono formate sono a disposizione di qualunque altra amministrazione interessata al reclutamento. E invece per coprire i nuovi posti necessari non verranno utilizzate le graduatorie del “concorsone” ma piuttosto sono state espletate nuove procedure concorsuali molto meno rigorose, per incarichi a tempo determinato o per collaborazioni coordinate e continuative, premiando innanzitutto l’esperienza professionale acquisita durante la ricostruzione e quindi avvantaggiando coloro che erano stati assunti, per chiamata o al massimo per titoli, durante l’emergenza con procedure meno attente rispetto ad una situazione di normalità. A tale proposito va sottolineato che lo stesso “concorsone” ha previsto una quota di riserva del 50% dei posti in favore del personale che avesse acquisito un’esperienza professionale di almeno un anno nell’ambito dei processi di ricostruzione; ciò  ha  causato  l’assurdo  che,  in  alcuni  casi,  candidati  che  hanno riportato il punteggio massimo non sono risultati vincitori ma solo idonei, preceduti da chi, con punteggi inferiori, ha beneficiato della riserva.

Le graduatorie degli idonei costituiscono una risorsa alla quale le amministrazioni potrebbero attingere per le nuove assunzioni, per valorizzare la competenza e il merito, per garantire qualità e trasparenza del pubblico impiego, per evitare inutili sprechi di tempo, di risorse economiche e soprattutto umane, ma di fatto sono state ignorate e, per l’assunzione di ulteriori 23 unità di personale da assegnare all’Ufficio speciale per la Ricostruzione dell’Aquila, è stata effettuata una selezione ad hoc: peccato però che che i requisiti richiesti sono già posseduti proprio dai 150 neoassunti provenienti dal “concorsone” e in possesso della riserva del 50%. È stato dunque chiesto al Ministro Barca «chi ha autorizzato le ulteriori assunzioni e con quali fondi verranno finanziate (…); quale sia la ragione per la quale, una volta stabilito che fossero necessarie risorse umane aggiuntive rispetto a quelle già previste, le stesse non siano state individuate all’interno delle graduatorie di recente formazione»

Di fronte alla necessità di nuove unità di personale, come nel caso del genio civile della provincia di  L’Aquila, che si trova in grave carenza di personale a causa dell’elevato numero di pratiche da smaltire, la sensazione è che le istituzioni locali siano orientate a dare la priorità ai cosiddetti precari della ricostruzione, compresi i dipendenti di Abruzzo Engineering S.c.p.a..

In un Paese che sente una forte ed irrinunciabile necessità di investire sui giovani talenti, nell’ottica di premiare il merito ed eliminare gli sprechi nella pubblica amministrazione, mi sono fatto portavoce di un gruppo di cittadini che, nell’ottica della partecipazione, si è rivolto a me per dare voce in Parlamento alla richiesta di rispettare i propri legittimi diritti.

 

Gianluca Vacca

Movimento 5 stelle

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