Concorsone L’Aquila: clientelismo o schizofrenia politica?

Delle due l’una: la vicenda del Concorsone a L’Aquila o è un tipico caso di schizofrenia politica, o l’ennesimo caso in cui la politica vuole avere libertà di distribuire posti di lavoro. Sì perché la vicenda non ha altre spiegazioni, anche alla luce delle inconsistenti parole del Ministro al mio question time di ieri e degli emendamenti presentati al Senato da Pezzopane ed altri. In pratica l’anno scorso il Governo decide di fare un concorso molto selettivo per uscire dalle continue deroghe dettate dal perdurante stato emergenziale, ritenendo opportuno garantire trasparenza e meritocrazia nella ricostruzione aquilana. Terminato il concorso, con migliaia di idonei a disposizione, moltissimi enti locali del cratere, capitanati dal Comune de L’Aquila del duo Cialente/Aielli, hanno continuato a reclutare personale con pratiche discrezionali, bandi e rinnovi in deroga alle leggi ordinarie, e infischiandosene delle professionalità selezionate con il concorsone. Il Governo attuale, stando alla risposta del Ministro di ieri, sembra tollerare questo atteggiamento degli enti locali aquilani.

Quindi prima si spendono dei soldi pubblici per selezionare personale in modo trasparente e meritocratico, poi si reclutano persone aggirando tali figure e continuando secondo metodi discrezionali: non è questa schizofrenia politica? Oppure i politici/baroni aquilani vogliono continuare la tradizione italica di elargizione di posti di lavoro in perfetto stile clientelare? Anche in questo caso il PD, a cominciare da Cialente e Pezzopane, si comporta esattamente come il PDL, coltivando lo stato emergenziale perpetuo per poter agire discrezionalmente, spacciando oltretutto tali comportamenti come vittorie e pratiche virtuose.

A pensar male si fa peccato, diceva qualcuno, ma quasi sempre ci si azzecca…

 

Loro non si arrenderanno mai, noi neppure!

 

 

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