Presentazione della mozione alla Camera

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Questo il testo di presentazione della mozione alla Camera di oggi. Che faranno i partiti, ce la voteranno? Oppure presenteranno una loro per non far vedere che il M5S fa qualcosa di buono per il paese? Noi abbiamo sempre appoggiato le iniziative parlamentari condivisibili e abbiamo sempre collaborato senza protagonismi: gli altri faranno lo stesso?

Sappiamo che il PD sta presentando una sua mozione alternativa…

 

Qui la nostra mozione

 

Presidente, membri del governo, colleghi deputati

L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo.” scriveva N. Mandela. Se questo è vero, come noi crediamo, le politiche dei feroci tagli portate avanti dagli ultimi governi in questi settori dimostrerebbero che siano stati fatti volontariamente per fare in modo che nulla possa cambiare in meglio nel nostro paese, il quale oggi sta attraversando un periodo di grave crisi che coinvolge il mondo del lavoro, l’economia, il sistema sociale e previdenziale, la stessa politica fino a mettere in discussione l’assetto costituzionale della nazione.

Noi siamo assolutamente convinti che per invertire la rotta sia obbligatorio ripartire dal sistema dell’istruzione e dalla cultura. E proprio per questo uno dei primi impegni del Movimento 5 Stelle, che si esprime attraverso la mozione che stiamo presentando, riguarda l’istruzione, la cultura, la produzione culturale e tutti i beni materiali e immateriali che vi ruotano attorno e di cui la nazione è ricchissima. Le stesse istituzioni europee (non quelle che ci stanno affamando, quelle dell’euro, del Mes e del patto di stabilità), ma quella della strategia Europa 2020 indicano l’istruzione e la conoscenza come strumenti vitali per un nuovo sviluppo di medio-lungo periodo. Eppure,  Presidente, membri del governo, colleghi deputati, obbediamo ai vincoli distruttivi dell’Europa, mentre disattendiamo le indicazioni che potrebbero rilanciare il nostro paese.

È fondamentale, quindi, dar vita a un «triangolo della conoscenza: istruzione/ricerca/innovazione» che funzioni; gli interventi nel settore culturale e in quello artistico devono costituire incentivo alle imprese virtuose e rilanciare il turismo; le politiche in materia di cultura devono avere risorse adeguate e non subire ancora tagli lineari, poiché non si può più consentire lo sperpero e la decadenza dell’immenso patrimonio culturale italiano attualmente in atto: la vicenda di Pompei è una ferita ancora apertissima e che difficilmente si chiuderà, essendo tutto il corpo profondamente martoriato!

Le nostre scuole vivono oggi, probabilmente, il momento peggiore dal dopoguerra: i tagli effettuati hanno comportato una complessiva riduzione dei servizi e delle offerte formative fino a una grave carenza di risorse per l’ordinario funzionamento: siamo arrivati al punto che quasi tutti gli istituti scolastici si trovano costretti a chiedere l’obolo alle famiglie per garantire l’essenziale ai nostri figli! Molti dei quali onorevoli colleghi rischiano ogni giorno l’incolumità a causa della disastrosa condizione dell’edilizia scolastica: infatti quasi la metà degli immobili scolastici non possiede neanche le certificazioni di agibilità! Dobbiamo forse attendere di piangere per qualche tragedia prima di ritenere necessario un intervento definitivo?

Non va assolutamente meglio all’università, dove le risorse economiche sono drasticamente diminuite con un taglio di oltre 1440 milioni di euro sui Fondi di finanziamento ordinario; si sono ridotte in maniera drammatica le possibilità di reclutamento e avanzamento di carriera dei docenti con una consequenziale migrazione di ricercatori all’estero;la legge n. 240 del 2010 rende insostenibili molti corsi di laurea, che, quindi, dovranno essere soppressi;laspeding review ha liberalizzato la tassazione universitaria, facendo sì che il minor gettito di risorse erogate dallo Stato sia coperto dallo studente con una tassazione molto più onerosa; e infine è stato modificato l’impianto del diritto allo studio, già abbastanza iniquo, riducendo drasticamente il numero di idonei per le borse di studio.

Anche il settore dello spettacolo sta subendo tagli a causa dellaspending review, a fronte dei quali diventa indispensabile investire nell’intero settore culturale con strategie di lungo periodo e con risorse certe e continuative.

Proprio per questo con la mozione chiediamo al Governo:

di adottare politiche che concentrino risorse aggiuntive sul settore della conoscenza con l’adozione di un piano biennale di rientro – rispetto ai tagli degli ultimi anni – individuando fonti di finanziamento reperibili nell’immediato;

di restituire al ruolo dei docenti e di tutti gli operatori della conoscenza la centralità che loro compete;

di dare copertura a tutte le cattedre vacanti della scuola prima dell’inizio dell’anno scolastico 2013/2014, anche con un piano triennale di assunzioni che preveda la stabilizzazione del maggior numero di docenti precari;

di programmare la costruzione di un sistema integrato e trasversale che coinvolga formazione, università, nuove tecnologie e linguaggi plurimediali, biblioteche, editoria, eventi, musei, valorizzazione del patrimonio artistico,start-up, turismo, infrastrutture locali, trasporti sostenibili e comunicazione;

di prevedere un piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici, secondo la normativa vigente, da realizzare nell’arco di 4 anni, destinando una maggiore entità di fondi per le regioni del sud e le isole in quanto fortemente penalizzate con la precedente ripartizione regionale dei fondi destinati all’edilizia scolastica;
di ripristinare pienamente la possibilità di esercitare il diritto allo studio con fondi sufficienti a garantire borse di studio, mobilità e strutture di accoglienza per gli studenti meno abbienti;

di ridiscutere il metodo di finanziamento delle università legando il Fondo di finanziamento ordinario anche a meccanismi che valutino l’effettivo impatto socio-economico che il laureato ha nella società e rivedendo il meccanismo del costo standard per studente;

di realizzare un piano d’investimenti pluriennale per i beni culturali attraverso una programmazione che veda il coinvolgimento e la responsabilizzazione delle regioni, e infine di prevedere forme di agevolazione, anche di tipo fiscale, per gli operatori del settore dello spettacolo.

Vogliamo ancora raccontarci che mancano i fondi e che quindi bisogna tagliare? A nostro avviso manca la volontà d’investire sul cittadino mentre si favoriscono interessi particolari. Crediamo, infatti, che possano essere tagliati i contributi elettorali ai partiti, i finanziamenti diretti e indiretti all’editoria, i rimborsi elettorali, che possano essere utilizzate le risorse liberate dall’eliminazione delle province, dalla diminuzione delle indennità dei politici e dalla graduale abolizione delle somme destinate ai privati che operano nell’istruzione.

E poi, si potrebbe chiedere a gran forza all’Europa di permetterci di ridare speranza al nostro futuro, di creare una prospettiva dignitosa per i nostri figli e per le prossime generazioni chiedendo più collaborazione sulle risorse da destinare alla cultura e meno austerità.

Si tratta di volontà politica, onorevoli colleghi, solo di quella. Voi vi definite una maggioranza ‘emergenziale’, nata per affrontare delle ‘emergenze’ appunto: ebbene, questa è una emergenza che non riguarda solo il presente, ma ancora di più il futuro del nostro paese. Se non ce ne rendiamo conto, ci aspetteranno tempi ancora peggiori di quelli tragici che stiamo vivendo.

Grazie

 

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