Aggressioni e toni indecenti alla Camera dei Deputati

Siamo alla farsa. Fino a ieri l’urgenza era quella di salvare il Paese che sta collassando su tutti i fronti, mentre oggi il Parlamento – con il voto favorevole del PD – sospende i lavori a oltranza solo per dar seguito alla richiesta del PDL di prender tempo per far fronte agli interessi e ai guai giudiziari di un solo, solito individuo: Berlusconi.

Cosa ci si può aspettare da parlamentari che sono lì per fare i propri interessi, quelli del proprio capo e non quelli dei cittadini?

Ci si può aspettare anche che il deputato/sindaco Piccone, signorotto di Celano, deputato inconcludente (non ha presentato nessun atto parlamentare in 4 mesi di legislatura!!) mi aggredisca verbalmente (“fr…, testa di c…., vieni qua”), mi offenda con i gesti e mi minacci anche fisicamente solo perché gli ho ricordato che si dovrebbe dimettere da uno dei due incarichi, essendo abbondantemente scaduti i 3 mesi previsti per rassegnare le dimissioni. Solo l’intervento dei commessi dell’aula e la mia uscita dalla Camera hanno evitato degenerazioni! Evidentemente il poco ‘onorevole’ Piccone è un po’ teso, si sente franare il terreno da sotto i piedi, sa che la sua signoria sta per finire e che i cittadini lo scaricheranno alla prima occasione!

Il Parlamento non ne risentirà sicuramente.

Integriamo l’invito al poco onorevole Piccone: si dimetta non da uno, ma da entrambi gli incarichi! I cittadini gliene saranno grati.

Loro non molleranno mai, noi neppure!

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