Caro Mori, ti scrivo….

Caro Andrea Mori, nella rubrica in prima pagina de Il Centro di oggi Lei pone una domanda: “quando alla Camera si dovrà prendere una decisione per l’Abruzzo, i nostri due onorevoli potranno essere uniti?” Lei ha centrato perfettamente il problema, però forse non lo ha analizzato in maniera adeguata nell’articolo. In effetti anche io vorrei sapere cosa pensa il poco onorevole Piccone dei problemi dell’Abruzzo, poiché alla Camera è praticamente un fantasma: meno del 18% di presenze alle votazioni (se consideriamo le sedute senza votazioni la percentuale probabilmente si avvicinerebbe allo 0), nessuna attività legislativa, nessun atto di sindacato ispettivo, nessun emendamento o ordine del giorno, nessun intervento in Aula (ieri per la prima volta ho sentito la sua voce alla Camera), niente di niente!

Ora non vorrei elencarLe la mia attività per l’Abruzzo in poco più di 4 mesi, benché io sia per alcuni un inesperto novello; potrei citarle le interrogazioni e le proposte di legge per salvaguardare la nostra costa, gli emendamenti per dare più soldi alla ricostruzione aquilana, le interrogazioni su alcune problematiche regionali, gli accessi agli atti ai Ministeri (Ombrina e San Silvestro), gli appelli in aula ai parlamentari abruzzesi ecc.. ecc.. Oppure potrei citarLe il mio tasso di presenza in Aula, 95% (non è il 100 perché sono stato malato un paio di giorno ahimé)… Ma non lo farò, poiché Lei sicuramente sarà a conoscenza di tutti questi dati e li quotidiano per il quale scrive ne darà ampia divulgazione.

Quindi potrà comprendere il motivo per il quale ieri, avendo incontrato Piccone in Aula (evento alquanto raro come avrà capito), mi sia affrettato a ricordargli che la Legge concede 3 mesi a coloro che presentano delle incompatibilità elettive, e che questi 3 mesi sono abbondantemente scaduti, e che dunque il poco onorevole Piccone dovrebbe aver rassegnato le sue dimissioni già da molto tempo. Cosa che invece non è avvenuta e non si sa quando avverrà. Evidentemente l’incompatibilità per personaggi come questi non è sufficiente, occorre forse l’incandidabilità.

Siamo certi che la prossima volta Lei e il prestigioso giornale per il quale scrive non perderete occasione per denunciare questa vergogna abruzzese, e fare così  gli interessi dei cittadini informando l’opinione pubblica in maniera corretta e senza deformazioni dei fatti spacciate per opinioni. Ieri non c’è stata una baruffa in Aula, ma una reazione scomposta , volgare e aggressiva a una richiesta legittima di rispetto della Legge. E di rispetto degli abruzzesi.

  

Cordialmente

  

Gianluca Vacca

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