Ombrina mare 2: un caso di intrigo internazionale

Forse qualcuno si è stupito e forse qualcun altro è caduto dalle nuvole quando il Times ha esternato pubblicamente la propria favorevole posizione al progetto della britannica Medoilgas spa, Ombrina Mare 2: noi non avevamo dubbi.
È solo l’ultima conferma di quanto avevamo denunciato in precedenza, quando abbiamo scovato la lettera della Medoilgas che ringraziava l’allora Ministro Clini per aver modificato le norme che riattivavano le coltivazioni di idrocarburi: un interesse extra nazionale (diciamo britannico) allo sfruttamento del nostro territorio, che porterà alcuni posti di lavoro (quasi tutti stranieri) e distruggerà tante attività produttive, agricole, turistiche, artigianali.
Ci sorge un dubbio sul coinvolgimento diretto dei governi sull’affare Ombrina: ci pare alquanto strano, infatti, che un quotato giornale britannico possa sparare a zero sull’Italia descrivendola a tal punto inaffidabile per gli investimenti da far addirittura crollare – a loro dire – i titoli in borsa di una società petrolifera, senza scatenare la benché minima reazione da parte del Governo italiano che, infatti, rimane in silanzio.
Nessuno si stupisce, invece, del fatto che in campagna elettorale, a mezzo proclami e promesse, tutti siano strenui oppositori di Ombrina Mare e delle petrolizzazioni in generale, mentre poi al momento di trasformare le chiacchiere in fatti,  i gruppi parlamentari boicottino. Contrariamente a quanto promesso a cittadini ed elettori, letteralmente boicottino ogni provvedimento che riesca ad arrestare Ombrina & co.
Non c’è dubbio che le geniali trovate per rinviare la conclusione dell’affare Ombrina non finiscono mai: questo, infatti, è il Governo del differimento, della grande alleanza che rimanda tutto a domani in attesa di tempi migliori.
In Abruzzo i tempi migliori saranno le prossime elezioni regionali: siamo sicuri che i soliti noti continueranno con le solite promesse fino al giorno del voto, poi magicamente Ombrina si farà perché “le leggi di mercato, perché altrimenti i ricorsi” e anche perché l’ostruzionismo dell’opposizione.
Noi chiediamo per l’ennesima volta che il disegno di legge che blocca tutte le petrolizzazioni in mare, a comuinciare da Ombrina, siano discusse e approvate in Parlamento: dopo Ombrina arriveranno molte altre istanze, della stessa pericolosità.
Attendiamo con ansia la cara partitocrazia alla prova dei fatti.

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