Buon ferragosto, Italia!

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Gli italiani sono sempre stati divisi in 3 grandi categorie, e in questi roventi giorni vacanzieri questa divisione sembra ancora più netta. Un gruppo è quello della feccia sociale, ed è composto da parassiti, paraculi, da potenti arroganti o lacchè asserviti al potente adorato; queste persone disprezzano regole e norme, subordinano il bene soggettivo a quello collettivo, che anzi è spesso osteggiato in quanto ostacolo al raggiungimento del proprio successo. A differenza che in molti altri paesi civili, questo gruppo in Italia è abbastanza nutrito e soprattutto occupa posti chiave dell’architettura istituzionale.
Poi ci sono gli intolleranti, quelli cioè che disprezzano le persone del gruppo suddetto poiché dedicano il proprio tempo alla realizzazione di una società dove il bene collettivo venga prima di tutto, poiché ritengono che senza di esso non ci possa essere il bene soggettivo, e dove le regole siano scritte a tutela di tutti e da tutti rispettate.  
Infine c’è il terzo gruppo, quello numericamente più numeroso,  di persone perlopiù indifferenti,  abituate a tollerare molto spesso le nefandezze dei primi, ma raramente pronti anche a seguire iniziative dei secondi. Si scandalizzano molto poco, e sono disponibili a legittimare le peggiori schifezze del primo gruppo purché non intacchino direttamente e sostanzialmente i propri interessi.
Appare evidente ormai da molto tempo, e ancora di più dopo le ultime vicende, dove occorra categorizzare un delinquente come Berlusconi e tutti i suoi cortigiani, ai quali fanno compagnia con sempre più disinvoltura i vari inciucioni del PD e delle altre formazioni politiche giurassiche.
E Re Giorgio, sempre più monarca assoluto, dopo le dichiarazioni di ieri, dopo l’ennesima, ma più grande, legittimazione delle porcate di una classe politica sempre più arrogante e dittatoriale, cos’altro dovrebbe fare se non dimettersi immediatamente?
Il Presidente della Repubblica dovrebbe essere il garante degli interessi di tutti gli italiani attraverso la Costituzione; non provasse a concedere una qualsiasi forma di grazia a Berlusconi: se lo dovesse fare, ne dovrà rendere conto agli italiani e alla stessa Costituzione, in particolare all’art. 90.

 

Loro non si arrenderanno mai, noi neppure!

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