Concorsi truccati – Question time al min. Carrozza

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grazie Presidente
Ministro, colleghi deputati

in questi giorni si è appreso dagli organi di stampa nazionale che cinque dei «saggi»  incaricati dal Presidente del Consiglio di svolgere le funzioni consultive al fine elaborare la riforma della Carta Costituzionale, sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza per truffa, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falso ideologico;
i docenti sono accusati di aver costituito un’associazione per delinquere che avrebbe pilotato, negli ultimi tre anni, i concorsi per diventare professore nelle università italiane, come si evince anche da una lettera aperta del commissario Ocse  Callejon datata luglio 2013;
il ministero non ha sciolto la commissione in seguito a quanto emerso, come invece andrebbe fatto in questi casi;
nella università italiana esiste ormai da decenni una logica di cooptazione dei nuovi ricercatori e docenti che si ramifica già dal dottorato di ricerca per arrivare fino ai concorsi per professori ordinari;
tale consuetudine è conosciuta da tutti, accettata nel silenzio, quasi mai denunciata e rappresenta il vero male dell’università italiana;

la riforma «Gelmini» risulta, quindi, l’ennesimo tentativo inefficace per riformare realmente il sistema universitario nazionale;
come il Ministro intende operare per arginare una volta per tutte il fenomeno dei concorsi pilotati nelle università.

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Risposta:
Non posso ritenermi soddisfatto .
Come lei ben sa, Ministro, il fenomeno dei concorsi pilotati ha radici molto lontane; le baronie e le sacche di potere che essi rappresentano dentro e fuori le istituzioni accademiche sono le vere cause della mediocrità dell’università italiana, quella che ci fa sprofondare agli ultimi posti delle classifiche internazionali;  con questa risposta Lei conferma come questo Governo, al di là delle belle parole, non abbia nessuna discontinuità con il passato. Infatti la riforma «Gelmini» intendeva bloccare la consuetudine dei concorsi pilotati attraverso l’istituzione di commissioni nazionali;  è evidente, però, che siamo di fronte all’ennesimo tentativo andato a vuoto, che nonostante alcuni membri delle commissioni siano designati tra personalità di fama internazionale ed altri  vengano sorteggiati da una rosa di personalità accademiche, la situazione non è mutata. Tutto questo trova conferma nella lettera con cui il professore Callejon, in qualità di membro OCSE, denunciava l’esistenza di una «commissione fantasma», che opererebbe al fianco della commissione nazionale, influenzando le sorti del concorso. E il ministero, alla luce di ciò, non ha sostituito la Commissione esaminatrice, comportamento alquanto grave e che getta ombre sul suo operato.
Lei sa bene, ministro, che l’unico percorso possibile per arginare il fenomeno della cosiddetta baronia dei professori universitari, che controlla i concorsi e gestisce a proprio piacimento ogni risorsa degli atenei italiani è perseguire lo svecchiamento della classe docente, immettendo un numero massiccio di giovani per realizzare un veloce ricambio generazionale. Riteniamo che il Ministro ed il Governo abbiano il dovere di trovare le risorse e i fondi per le università italiane, di sbloccare totalmente il turn – over e abolire, nel contempo, la figura del ricercatore precario.
 Le risorse ci sono, ma state dimostrando che non c’è la volontà politica di destinarle all’istruzione e alla ricerca. Non vorremmo, gentile ministro, che Lei sia qui a tutelare i privilegi dei baroni che ben conosce: più passa il tempo e più questo governo somiglia ai disastrosi governi precedenti.

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