Quanti disastri ancora…?

L’Abruzzo sta affogando, allagato sotto una pioggia incessante che indubbiamente rappresenta un evento eccezionale e particolarmente violento, anche nella sequenzialità degli eventi (pioggia, neve, pioggia). Però il disastro di queste ore non può soltanto essere imputato alla natura, questo NO!

L’ipocrisia dei nostri amministratori che si nascondono dietro all’eccezionalità dell’evento è deplorevole, vergognosa, e ci fa comprendere molto chiaramente quale sia il grado di onestà di questa classe politica. Come se non fosse tutto in gran parte previsto e preannunciato negli anni passati! Non era forse stato annunciato l’allagamento del Megalò? Non avevamo già sfiorato l’esondazione del fiume Pescara e degli altri fiumi? Le città non si allagavano già ad ogni minima pioggia? Le strade non franavano già con un po’ di acqua?
Gran parte di quello che è successo in questi giorni ha dei responsabili, e sono tutti coloro che ci hanno amministrato negli ultimi anni e che nulla hanno fatto per prevenire questi disastri!
Ieri ho partecipato alla riunione dal Prefetto di Pescara con tutti i rappresentanti degli enti locali e dello Stato: c’erano, tra gli atri, il sottosegretario Legnini, alcuni parlamentari, la Regione, la Provincia, il Comune di Pescara, il provveditore ai lavori pubblici, il prefetto ovviamente ecc. Si doveva parlare del dragaggio del porto di Pescara, e inevitabilmente si è parlato anche di quanto stesse accadendo in quelle ore. Tutti disquisivano su quanto fosse stato dragato, fino a che profondità si fosse arrivati e si potesse arrivare (5,5 metri, 6..), della necessità di dragare altri sedimenti e di come smaltirli.

Ovviamente noi parlamentari del M5S appoggeremo l’eventuale richiesta di stato di calamità naturale, perché il nostro territorio adesso è devastato.
Però mentre ieri tutti parlavano di come affrontare le emergenze, delle ingenti risorse necessarie per dragare qualche altro centimetro, io ho posto un semplice problema: perché continuare a buttare soldi per riparare i danni, quando prevenirli costerebbe molto meno ed eviterebbe queste catastrofi, come ha ricordato anche Giovanni Damiani? Perché non è stato fatto un piano d’intervento sui fiumi, a cominciare dal Pescara, che oltre a esondare in questi giorni avrà portato alla foce detriti su detriti vanificando parte del lavoro e dei soldi impegnati nel dragaggio? Perché si continuano a rilasciare autorizzazioni (Megalò 2 ad esempio) che devastano il nostro territorio rendendolo più vulnerabile?
Perché in sostanza si pensa sempre alle emergenze e mai alla prevenzione?
Tutti annuivano quando ponevo questi problemi, poi nei fatti però tutti i presenti erano i portatori di politiche devastanti e che per decenni sono andate in tutt’altra direzione.
Ho fatto quindi un altro appello: prendere in considerazione tutte le critiche avanzate sul piano portuale attualmente in fase di approvazione alla Regione, per evitare di trovarci tra 20 anni con l’ennesimo sperpero di denaro pubblico e con i problemi ancora irrisolti. Su questo invece quasi nessuno annuiva….
Sono stato l’unico a portare questi temi, ad avanzare questi dubbi.

 

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