Renzi vuole tagliare gli stipendi? Le banche confidano in lui già da gennaio…

 

“Renzi esprime un potere marcio”. Avete ancora qualche dubbio?

 

Ecco il documento che dimostra come Renzi sia espressione dei grandi gruppi finanziari e delle banche.

 

In un report della banca svizzera UBS (scaricatelo qui), del 7 gennaio 2014, si legge a pag. 10:

 

On the trade side, the recession was instrumental in turning around Italy’s current account deficit, which in turn has substantially reduced the dependence of the Italian economy on foreign investors. A significant part of this improvement, however, came about because imports declined due to the recession, a situation that should reverse. Unfortunately, Italy has failed to adjust its relative unit labor costs, which are too high given that past wage increases were not in line with productivity gains. In fact, the International Monetary Fund (IMF) estimates that a depreciation of 10% is necessary to fix the competitiveness issue. Although measures to address it are a key priority of Renzi, he will likely face an uphill battle. Overall, we expect the net trade contribution to become much smaller as the economy recovers.

 

Traduzione:

 

Dal punto di vista commerciale, la recessione ha avuto un ruolo importante nel capovolgere l’attuale deficit della bilancia commerciale italiana, riducendo di conseguenza la dipendenza dell’economia italiana da capitali stranieri. Parte significativa di tale miglioramento tuttavia deriva dal fatto che le importazioni sono calate a causa della recessione, una tendenza che dovrebbe invertirsi. Purtroppo l’Italia non é riuscita ad abassare il costo unitario del lavoro, che rimane troppo alto anche in considerazione del fatto che in passato i salari sono cresciuti in maniera sproporzionata rispetto all’incremento della produttivitá. Difatti l’ FMI ha stimato che sarebbe necessaria una riduzione (dei salari?) pari al 10% per riparare il problema della competitivitá. Sebbene misure in questa direzione siano una prioritá per Renzi, non gli sará facile attuarle e incontrerá una forte resistenza. In generale ci aspettiamo che la bilancia commerciale riduca il passivo col migliorare dell’economia.

 

Quindi le banche a gennaio già sapevano che Renzi sarebbe diventato premier… Inoltre confidano in Renzi per tagliare il costo unitario del lavoro di un 10%. Sono decenni che i politici promettono una riduzione del costo del lavoro (per aumentare i salari, dicono loro), ma in realtà il costo del lavoro è aumentato, sostanzialmente per esigenze contabili dello Stato, e contestualmente i salari reali sono diminuiti.

Quindi anche quest riduzione del 10% si tradurrà, ne siamo certi, nell’ennesimo taglio reale dei salari.

Prepariamoci alle barricate!

PS

Per i Renziboys: ricapitolando, il mago Renzi s’impegna ad abbassare del 10% il costo del lavoro aumentando contestualmente i salari medio-bassi di 100 euro al mese (come intervista di Friedman)… Ma questa balla non era già stata usata dal pregiudicato Berlusconi? E’ proprio vero, gli asini volano….

 

 

Questo il banner da diffondere in giro:

 

UBS Renzi

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