Scuola, M5S: alla camera la vicenda dell’Istituto Pescara 5

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ROMA, 25 mar – “La risposta data oggi dal ministero dell’Istruzione sulla vicenda dei contributi delle famiglie alle scuole è del tutto insoddisfacente perché i controlli che vengono effettuati sono insufficienti e superficiali. Soprattutto, il sottosegretario Reggi ha omesso il nodo centrale, quello dei tagli alla scuola che hanno ridotto il comparto in ginocchio, dando luogo anche ad abusi”.
Lo affermano i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Cultura commentando la replica del sottosegretario del ministero dell’Istruzione Roberto Reggi alle interrogazioni presentate da deputati pentastellati Gianluca Vacca e Danilo Toninelli.
“Le due interrogazioni facevano riferimenti a episodi avvenuti in istituti scolastici di Pescara e nel cremonese, ma il problema dei contributi delle famiglie – che dovrebbero essere volontari e non, come a volte accade, estorti con l’inganno – ha carattere nazionale. Sono ormai anni che tali episodi si ripetono il Governo si è dimostrato incapace di trovare una soluzione.
Succede infatti – proseguono i deputati del M5S – che troppi dirigenti scolastici richiedono ai genitori degli alunni contributi, senza specificarne il carattere assolutamente volontario ma, anzi, facendo loro credere che si tratterebbe di un versamento obbligatorio.
Talvolta, questa contribuzione viene addirittura presentata come tassa d’iscrizione.
In altri casi è stato invece denunciato come, il mancato versamento di tale contributo da parte dei genitori, abbia causato all’interno delle scuole discriminazioni e vessazioni nei confronti dei loro figli.

In particolare, nella vicenda dell’Istituto Pescara 5 il deputato Gianluca Vacca ha presentato un’ulteriore interrogazione (questo il link http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=16117&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27) proprio in merito all’ispezione che l’Ufficio scolastico regionale ha effettuato all’Istituto. La relazione scaturita conclude che «non emergono addebiti nei confronti della dirigenza scolastica», ma nelle conclusioni stesse il dirigente tecnico incaricato dell’ispezione evidenzia la riluttanza delle famiglie ad aderire alla contribuzione volontaria come «un problema assai diffuso», esprimendo, quindi, quello che agli interroganti appare un giudizio personale sui contributi volontari che esulano dall’incarico ispettivo; le considerazioni personali del dirigente tecnico fanno evincere, quindi, la dubbia imparzialità riguardo al problema dei contributi volontari delle famiglie a favore delle scuole, che giudica necessari per la scuola stessa, contestando, così, indirettamente il principio di volontarietà del contributo.

Inoltre, nella stessa relazione, non vi è traccia di una ispezione che interroga in qualche modo le famiglie quali diretti interessati al tema, o gli stessi docenti, ma solo colloqui con la dirigente scolastica. Com’è possibile questo? Com’è possibile che l’ispettrice non abbia ritenuto necessario ascoltare anche chi ha sollevato il problema e chi si è sentito fortemente discriminato e vessato dai comportamenti perpetrati nell’Istituto, almeno da come risulterebbe dal verbale?

E com’è possibile che la vicenda della nomina del figlio come vicepreside, nomina ripetuta negli ultimi anni, si sia risolta con le sole dimissioni del docente senza nessun provvedimento sulla dirigente?

Attendiamo le risposte del Ministero, che ci ha assicurato che approfondirà la vicenda.

Gianluca Vacca
VII Commissione

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