UNIVERSITA’, M5S: STOP A TETTO RISORSE PER BORSE STUDIO E PRESTITO D’ONORE

Roma, 1 apr –  “Sopprimere il legame tra diritto allo studio e il limite delle risorse disponibili nello stato di previsione del Miur; stabilire un sistema equo di sanzioni per gli studenti che sbagliano la fascia reddituale d’iscrizione, al fine di arginare casi limite come quello avvenuto alla Sapienza; fissare un importo standard per le borse di studio a livello nazionale, demandando eventuali incrementi alle competenze regionali”.

Questi alcuni degli obiettivi contenuti nella Proposta di Legge a prima firma Gianluca Vacca attraverso la quale i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura intendono “modificare la  normativa sul diritto allo studio universitario, per eliminare o correggere fattori che finiscono con il limitare proprio tale diritto. Il nostro obiettivo è quello di attuare una sostanziale modifica alla riforma Gelmini, promuovendo ogni misura volta a favorire il  conseguimento dei più alti gradi di istruzione”.

Le borse di studio devono essere, quindi, garantite a tutti gli studenti privi di mezzi, capaci e meritevoli: è uno scandalo che in Italia esistano soggetti idonei ma che non possono beneficiarie di questa forma di sostegno perché le risorse messe a disposizione sono insufficienti. Inoltre, riteniamo che  le attività di tutoraggio e orientamento debbano essere erogate direttamente dalle università, in quanto rappresentano una parte dei i compiti istituzionali di competenza diretta degli atenei.

Ancora, intendiamo batterci per eliminare la modalità del prestito d’onore come strumento di diritto allo studio: contrariamente al Ministro Giannini, non condividiamo il principio in base al quale lo Stato promuove un sistema che porta alla creazione della figura del laureato/indebitato. Sistema che sta creando problemi finanziari negli Stati Uniti e che si è già rivelato un totale fallimento anche in Italia. Infine riteniamo giusto che  la voce ‘alloggio’ comprenda la spesa per l’affitto sia in stanza singola che doppia e non, come accade attualmente, solo nel caso della stanza doppia”.

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