Ultra’: M5s, Alfano riferisca se c’e’ stata trattativa

(ANSA) – ROMA, 5 MAG – “Chiediamo al ministro dell’Interno se sia vero che la tifoseria del Napoli aveva minacciato di bloccare lo svolgimento della Finale di Coppa Italia e di riferire al Parlamento chi abbia autorizzato il capitano del club partenopeo a mediare con il capo ultra’ Gennaro De Tommaso, insieme ai responsabili dell’ordine pubblico”. Lo chiede il Gruppo del Movimento 5 Stelle della Camera nell’interrogazione a prima firma Gianluca Vacca. “Se da un lato il questore di Roma, Massimo Mazza, ha affermato che non c’e’ stata alcuna trattativa con la tifoseria del Napoli per consentire lo svolgimento della partita, lo sviluppo degli eventi lascia ampi margini di dubbio sul fatto che cio’ corrisponda al vero” dicono i Cinque Stelle secondo i quali “in base alla ricostruzione degli eventi attraverso le immagini tv e la cronaca della stampa, infatti, le autorita’ avrebbero di fatto concordato l’avvio della gara con il capo ultras partenopeo, il quale a sua volta si sarebbe fatto garante dell’ordine pubblico, dal momento che la curva azzurra pretendeva che la partita non venisse disputata a causa del ferimento di un tifoso del club azzurro. Ricordiamo che nello stadio Olimpico e’ possibile effettuare forme di comunicazione agli spettatori, e quindi anche alle tifoserie organizzate, attraverso lo speakeraggio. Quello, dunque, sarebbe dovuto essere lo strumento idoneo per le decisioni circa lo svolgimento della partita”. (ANSA)
 
Questo il testo dell’interrogazione:
 

VACCA. – Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:

sabato 3 maggio 2014, nello stadio Olimpico di Roma, si è giocata la finale di Coppa Italia tra la squadra di calcio del Napoli e quella della Fiorentina;

come ampiamente riportato dalla diretta tv e da tutti i mezzi di informazione, la partita è iniziata 45 minuti in ritardo rispetto all’orario previsto;

le cronache della diretta Rai raccontano in maniera chiara quanto accaduto: “ un tifoso del Napoli a nome di tutta la tifoseria ha detto giochiamo, si gioca; e, infatti, le autorità stanno tornando indietro perché la curva ha detto SI, giochiamo”;

in un secondo momento si scopre che il tifoso del Napoli, che a nome di tutta la curva ha detto si, è Gennaro De Tommaso, detto Genny “a carogna” con un curriculum di tutto rispetto: destinatario di Daspo, ha alle spalle vari precedenti giudiziari tra cui un arresto per droga; è, inoltre, figlio di Ciro De Tommaso, considerato affiliato al clan camorristico dei Misso;

è evidente che le autorità, attraverso l’interlocuzione del capitano del Napoli Marek Hamsik, hanno, di fatto, concordato l’avvio della gara con il capo ultras partenopeo che si è fatto garante dell’ordine pubblico, visto che la curva azzurra pretendeva che la partita non venisse disputata a causa del ferimento di un tifoso del Napoli;

nonostante ciò, il questore di Roma, Massimo Mazza, ha affermato che non c’è stata alcuna trattativa con la tifoseria del Napoli precisando che non si è mai pensato di non far giocare la partita e aggiungendo che è stato solo accordato al capitano del Napoli di informare i tifosi, su richiesta di questi, circa le condizioni di salute del ferito per smentire le diffuse notizie che lo davano per morto ;

la comunicazione e la trattativa diretta con le tifoserie organizzate che, secondo quanto riportato dalla stampa, hanno minacciato di bloccare la manifestazione sportiva legittimano i diktat delle stesse;

nello stadio Olimpico è possibile effettuare forme di comunicazione agli spettatori, e quindi anche alle tifoserie organizzate, attraverso lo speakeraggio dello stadio -:

quali sono le motivazioni che hanno ritardato l’inizio della finale di Coppa Italia tra il Napoli e la Fiorentina e se risulta vero che la tifoseria aveva minacciato di bloccare la manifestazione sportiva;

chi ha autorizzato il capitano del Napoli Marek Hamsik a mediare con il capo ultrà del Napoli insieme ai responsabili dell’ordine pubblico, e cosa intende fare il Ministro per evitare che simili atteggiamenti da parte di un capo ultrà possa condizionare,in futuro, il tranquillo andamento di un evento sportivo.

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