Un ct perfetto per uno sport senza valori

 

 

Lo sport in Italia è malato, come è malato il paese, e Prandelli ha dato prova di essere un indegno esponente dei valori dello sport. Niente Codice etico per Chiellini, le regole morali che si piegano al machiavellico fine che giustifica i mezzi. La logica che ha usato Prandelli è la stessa che favorisce una sorta di atavica tolleranza della corruzione nel nostro paese: subordinare le regole morali e di convivenza civile ad un obiettivo pratico, come la vittoria nel caso del calcio o l’arricchimento nel caso della corruzione. Il principio è lo stesso, non vedo differenza. Se il CT della nazionale non avesse convocato un giocatore, pur importante, per rispettare le regole, la morale, l’etica avrebbe fatto un gesto dal forte valore simbolico ed educativo. Ma così non è stato purtroppo.
Prandelli è un esempio di degenerazione morale che attanaglia il nostro paese, soprattutto i vertici istituzionali e i ‘potenti’ anche del mondo dello sport. E’ allo stesso tempo sintomo e causa, dal momento in cui i suoi gesti hanno un forte impatto negativo soprattutto sulle giovani generazioni. Il messaggio che il ct della nazionale ha dato è devastante dal punto di vista educativo, e per compensarlo non basteranno le finte campagne pubblicitarie che retoricamente il mondo dello sport mette in campo per pulirsi la coscienza. Nel calcio, purtroppo, il dio denaro la fa da padrone, e al dio denaro si può sacrificare qualsiasi valore. Il finto perbenista Prandelli lo sa bene, e si presta molto volentieri a questo meccanismo.
Il M5S in commissione avvierà un’indagine conoscitiva proprio sulle federazioni sportive e sul Coni.
Intanto,caro Prandelli, ironici complimenti; anzi, meglio un sincero vergogna!

 

 

 

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