Lo sport della legalità: 250 mila euro… fantasma?

Porta la firma del Movimento Cinque Stelle l’Interrogazione Parlamentare destinata al Ministero dell’Economia e delle Finanze per saperne di più sui 250mila euro di contributi assegnati all’Associazione Sportiva Accademia Pattinaggio di Pescara.

I fondi, erogati dal Ministero nel 2006, dovevano essere utilizzati per la realizzazione di una nuova struttura sportiva. Il bando per ricevere lo stanziamento prevedeva la sottoscrizione di un’attestazione contenente la dichiarazione di assunzione di responsabilità in ordine al rispetto del vincolo di destinazione del finanziamento statale. Il non rispetto degli adempimenti, o della destinazione d’uso delle somme erogate, infatti,  avrebbe provocato la revoca del finanziamento. Allo stato attuale delle cose nessuno sa se i fondi sono stati effettivamente erogati all’Associazione Sportiva Accademia Pattinaggio – Pescara, come non si ha alcuna notizia riguardo la tipologia degli interventi dichiarati per ottenere il finanziamento e della effettiva realizzazione dell’impianto sportivo.

“Una storia che sembra fin troppo riconoscibile. Infatti, le vicende legate al pattinaggio in Abruzzo non smettono mai di stupirci: gli intrecci tra attività agonistica e risorse pubbliche utilizzate in maniera poco trasparente o discutibile sono diverse” – spiega Gianluca Vacca, cittadino a Cinque Stelle alla Camera dei Deputati – “Dopo le vicende riguardanti la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio, il cui presidente è il condannato in primo grado e rinviato a giudizio per la gestione dei fondi federali Sabatino Aracu (per il quale abbiamo chiesto più volte la sospensione da presidente della FIHP come da codice del CONI), torna a far parlare di questa disciplina anche l’Associazione Sportiva Accademia Pattinaggio di Pescara rappresentata, presumibilmente, da Santa Rosaria Locandro, allenatrice di Andrea Aracu, figlio di Sabatino, nonché figura di rilievo nella Federazione pattinaggio.

La trama sembra ben intricata, preludio forse di un’ennesima vicenda “all’italiana”.

 

Aspettiamo una risposta del Ministero.

 

Questo il testo dell’interrogazione

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