Stop ai diplomifici in Abruzzo!

diplomifici

Tra i tanti mali che affliggono il mondo dell’istruzione in Italia, c’è quello dei cosiddetti diplomifici, vere e proprie fabbriche di titoli di studio che quasi sempre operano al di fuori della legalità e fanno profitti sfruttando giovani neolaureati per coprire il ruolo di docenza e vendendo, di fatto, titoli di studio a fronte di un’offerta formativa scadente, se non inesistente.

Come membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati sto portando avanti questa battaglia, insieme ai miei colleghi del M5S, da quando sono entrato in Parlamento, presentando una proposta di legge in materia, numerosi emendamenti (sempre bocciati dalla maggioranza) e interrogazioni, alle quali il ministro Giannini ha risposto in maniera assolutamente insufficiente sia a parole, che soprattutto con i fatti. Oltretutto il Piano scuola di Renzi non contiene alcun accenno sul fenomeno, e questo la dice lunga sulla reale volontà del governo.

Le irregolarità perpetrate da queste fabbriche di soldi sono varie, e vanno dalla falsa frequenza da parte degli alunni agli esami-farsa, per arrivare allo sfruttamento vero e proprio dei docenti. Il meccanismo con cui si attua questo abuso sul lavoratore è semplice: il docente molto spesso viene reclutato ricevendo il solo versamento dei contributi previdenziali previsti per legge, e, pur di non rinunciare al punteggio assegnato per le supplenze nelle scuole anche paritarie, accettando di non percepire alcuna retribuzione, o una ridicola, da parte della scuola paritaria. I controlli che dovrebbero essere effettuate dalle autorità preposte, ovvero principalmente gli uffici scolastici regionali, sono blandi o inesistenti, anche per la cronica mancanza di ispettori ministeriali: ce ne sono circa una ventina in tutta Italia!

Negli ultimi mesi mi sono pervenute diverse segnalazioni riguardo alcune scuole paritarie abruzzesi, ed in particolare su una grande scuola secondaria paritaria di Pescara (con sede anche in altre cittadine della nostra regione) e su un altro istituto di Francavilla al Mare. Ho quindi presentato una interrogazione specifica sul caso abruzzese chiedendo al Ministero di intervenire, tramite l’ufficio scolastico regionale, per avviare i controlli, facendo emergere e mitigando gli eventuali abusi perpetrati ai danni dei docenti nella realtà scolastica abruzzese anche revocando, quando necessario, la parità.

Contemporaneamente lancio un appello a tutti i docenti, studenti e alle famiglie che vivono o hanno vissuto, direttamente o indirettamente, situazioni al limite del lecito nelle scuole paritarie di secondo grado a denunciare eventuali irregolarità; sarà possibile raccontare la propria esperienza e inviarmi segnalazioni compilando la sezione dedicata qui sul mio sito www.gianlucavacca.it. Consegnerò poi, in forma anonima, tutte le segnalazioni pervenute all’ufficio scolastico regionale, alla Procura della Repubblica e all’ispettorato del lavoro, in modo che le autorità preposte, ciascuna per i profili di propria competenza, possano accertare la veridicità delle segnalazioni e far emergere eventuali irregolarità.

Invia qui la tua segnalazione!

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