Una lettera dal futuro: l’Università a Italia 5 stelle

Italia 5 stelle 2
Care ragazze e cari ragazzi di Palermo,

Sono sempre io, Marco. Sono passati alcuni anni da quando vi ho scritto l’ultima lettera; nel frattempo, nel 2030, mi sono laureato nella mia città, Lecce, e attualmente sto svolgendo un dottorato in nanotecnologie a Catania. Sono riuscito a portare a termine gli studi, e come me moltissimi miei amici di scuola, grazie all’esonero dal pagamento delle tasse universitarie. Introdurre la No Tax Area per gli universitari è stata una delle leggi migliori che il M5S potesse approvare: proprio ieri ho letto l’ultimo rapporto dell’OCSE, secondo il quale la percentuale di laureati in Italia è passata dal 24 al 42%. Certamente questo è stato uno dei fattori principali del rilancio del nostro paese.
Ho deciso di restare in Italia a fare il dottorato, e in particolare a Catania, perché le università del sud sono in continua crescita: sono stati aperti nuovi corsi di laurea non soltanto grazie all’aumento continuo degli studenti, ma grazie anche ai finanziamenti che il governo pentastellato ha incrementato, soprattutto per gli atenei che si trovavano in contesti sociali più difficili; l’Italia, da tempo, non è più l’ultimo paese in quanto a finanziamenti per l’istruzione! Anche le università del sud si stanno adeguando ai migliori standard europei. Pensate che meraviglia: non soltanto i ragazzi meridionali non sono più costretti ad emigrare al nord o all’estero anche soltanto per studiare, ma addirittura molti studenti dal nord Europa scelgono di venire a completare i propri studi qui, da noi! Alcuni miei colleghi e amici sono svedesi e danesi, e una volta terminati gli studi vorrebbero restare qui a vivere. I nuovi poli produttivi, nati grazie anche all’apertura delle università al territorio, offrono infatti molte prospettive di lavoro e di ricerca applicata. E poi volete mettere, studiare e lavorare in un territorio come il nostro, ricco di bellezze naturali e artistiche?
Mio padre mi raccontava qualche giorno fa che ai suoi tempi nelle università comandavano i cosiddetti baroni, professoroni che manipolavano concorsi universitari, talvolta non si presentavano mai a lezione perché lavoravano in proprio o utilizzavano il ruolo di docente per fare carriera politica in quei comitati di affari detti partiti, che oggi, finalmente, sono solo un lontano e orrendo ricordo! Adesso è molto diverso: grazie alla riforma del Movimento 5 stelle, l’università è di tutti, studenti, ricercatori e docenti, e tutti partecipano al governo e alla vita universitaria: io stesso, durante i miei studi a Lecce, ho fatto parte del nuovo organo introdotto con la riforma, il Senato degli Studenti, e ho contribuito al miglioramento dei servizi del mio ateneo. Un professore oggi non può permettersi di non venire a lezione o di non mettere gli appelli per gli esami, sarebbe impensabile! Le raccomandazioni sono ormai un fenomeno molto contenuto: io stesso ho vinto il dottorato senza raccomandazione ma semplicemente perché ho presentato un progetto migliore degli altri.
Il mio sogno, dopo il dottorato, è fare il ricercatore: vorrei continuare a fare ricerca qui, con il mio progetto, e allo stesso momento mi piacerebbe moltissimo insegnare ai ragazzi e trasmettere loro la passione che ho per i miei studi e la mia attività. Fare ricerca negli atenei oggi è molto meno difficile di una volta, perché finalmente i finanziamenti per la ricerca sono aumentati e l’Italia sta recuperando terreno rispetto ai paesi più virtuosi. Anche insegnare all’università dopo la riforma 5 stelle è diventato molto impegnativo, ma anche estremamente gratificante. Le lezioni sono on line, gran parte della didattica si svolge on line e questo ha permesso anche di abbattere il numero di studenti fuori corso; le università italiane sperimentano in continuazione, in rete tra di loro e con molti atenei di altri paesi, metodologie didattiche digitali. Gli atenei sono ormai un vero e proprio centro del sapere aperto a tutti i cittadini. La conoscenza elaborata nelle università è sempre più accessibile a chiunque voglia, non soltanto agli studenti: una buona parte delle lezioni universitarie, anche quelle dei professori più rinomati, è disponibile gratuitamente sul web. Pensate, proprio il mese scorso mio padre, grazie ad alcune lezioni universitarie di economia finanziaria seguite gratuitamente su internet, si è accorto di una truffa che si nascondeva dietro ad alcuni pacchetti d’investimento che gli avevano proposto, e che rischiavano di farci perdere molti soldi!

Dalle mie parole, credo abbiate capito quanto la riforma del governo a 5 stelle abbia migliorato l’università, e in generale l’istruzione italiana, mettendola al centro di quello che è stato definito il “Nuovo Rinascimento” e puntando su di essa per far diventare l’Italia il paese straordinario che è oggi, nel 2030. Molto deve essere ancor fatto, certo, ma la strada intrapresa negli ultimi anni ha cambiato profondamente i nostri atenei.

Care ragazze, cari ragazzi di Palermo, siate quindi orgogliosi: senza di Voi, questo grande sogno non si sarebbe mai trasformato in realtà.

Qui il video 

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