DICHIARAZIONE DI VOTO DL SCUOLA (VIDEO)

Oggi la camera dovrebbe votare il #Decretoscuola. Un decreto che guarda al futuro ma che continua a essere contrastato da Lega FDI e Forza italia, proprio loro che tagliarono 10 miliardi all’istruzione. 👉NOI vogliamo permettere ai nostri figli di affrontare come meritano uno dei momenti più belli e delicati della loro vita, gli esami di maturità, in presenza e in sicurezza.Ma vogliamo anche guardare al futuro riportando tutti i nostri ragazzi a scuola a settembre in sicurezza, semplificando le norme per gli interventi di edilizia scolastica, lasciando al passato la triste stagione dei tagli all’istruzione e del perenne precariato del personale, puntando al contrario su migliaia di assunzioni a tempo indeterminato, fondate sul merito. ❌LORO stanno facendo di tutto per impedirlo. Irresponsabili, al punto da mettere a repentaglio la sorte di milioni di studenti per un mero tornaconto politico. Capaci di sacrificare la tranquillità e la serenità dei nostri ragazzi e delle famiglie italiane, ancora più preziose in questi tempi così difficili, solo per poter agitare il feticcio della scadenza del decreto.⭕Qui trovate il mio intervento sulla dichiarazione di voto del M5S⤵️

Gepostet von Gianluca Vacca am Freitag, 5. Juni 2020

 

Presidente, colleghe e colleghi

Siamo qui finalmente per il voto finale al decreto scuola, un decreto importantissimo perché segna il primo passo verso la riapertura delle scuole, perché dopo mesi di dolorosa, drammatica, ma necessaria, chiusura delle scuole, permette ai nostri figli di affrontare come meritano uno dei momenti più belli e delicati della loro vita, quelli che ti segnano la vita, in presenza, in sicurezza, guardando in faccia finalmente i propri docenti, quelli che li hanno accompagnati negli ultimi anni della loro vita.

Ma lo votiamo oggi in extremis, quasi in scadenza, a causa dell’ostruzionismo delle opposizioni, un atteggiamento totalmente irresponsabile da parte delle forze di opposizione, capaci anche di mettere a repentaglio la sorte di milioni di studenti per un mero tornaconto politico, capaci di sacrificare la tranquillità e la serenità dei nostri ragazzi e delle famiglie italiane, ancora più preziose in questi tempi così difficili, solo per poter agitare il feticcio della scadenza del decreto.

D’altronde sono le stesse forze politiche di centrodestra responsabili del più grande taglio di risorse alla scuola e all’università, 8 miliardi e mezzo alla prima, uno e mezzo alla seconda, per un totale di 10 miliardi circa di tagli! Questo hanno fatto le attuali Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Sono le stesse forze politiche che hanno di fatto causato l’esplosione del fenomeno del sovraffollamento delle classi, hanno alimentato il precariato, l’esodo dei docenti, bloccato il ricambio generazionale, hanno tagliato tagliato tagliato al settore più importante e delicato per la tenuta sociale e per il futuro del nostro Paese. Era il 2008, una situazione simile a oggi, con una forte crisi non sanitaria, ma finanziaria e poi economica, e la loro risposta alla crisi di allora fu il massacro della scuola italiana: gli italiani possono solo essere contenti che oggi non ci siano le stesse forze al governo, altrimenti siamo certi che anche oggi la loro risposta sarebbe stata la stessa: tagli, tagli e tagli, alla scuola, al presente e al futuro dei nostri bambini e ragazzi!

Ma per fortuna oggi loro sono all’opposizione.

A differenza loro, la nostra risposta è stata ben diversa: di fronte a una crisi senza precedenti, questo governo e questa maggioranza hanno investito risorse importanti per supportare tutto il mondo della scuola in quella che probabilmente è stata la sfida più grande della storia repubblicana dell’Italia: garantire un diritto primario e universale come quello all’istruzione mentre le scuole erano costrette a chiudere. Dall’oggi al domani studenti, famiglie, docenti e personale scolastico tutto hanno dovuto rimboccarsi le maniche e continuare a “fare scuola senza la scuola”. Non è stato facile, certo, anzi è stato molto difficile, e lo sforzo è stato immane: i genitori si sono ritrovati a casa, spesso divisi tra lavoro a distanza e didattica dei figli a distanza; molte famiglie non avevano dispositivi a sufficienza, o connessioni adatte; non tutti i docenti erano pronti per metodologie didattiche digitali e a distanza. Da subito il governo ha adottato misure a sostegno delle istituzioni scolastiche e delle famiglie: risorse per dare a tutti gli studenti, soprattutto a quelli maggiormente in difficoltà, computer, connessioni, device; formazione per gli insegnanti sulla didattica a distanza, supporto alle famiglie con bonus baby sitter e congedi parentali. Le cifre parlano di 85 milioni per dotare le scuole e gli studenti più in difficoltà economica dei dispositivi necessari a partecipare alla didattica a distanza, poi altri 80 milioni dalle risorse PON per l’acquisto di pc e tablet nelle scuole del I ciclo; oltre 400 milioni di euro per potenziare la connettività delle scuole portando negli istituti la banda ultralarga e 5,2 milioni di risorse PON per l’acquisto di dispositivi digitali destinati ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, alle sezioni carcerarie e alle scuole polo in ospedale.

Adesso questo decreto che ci apprestiamo a votare guarda al futuro: guarda innanzitutto alle prossime settimane, con le norme che permetteranno di svolgere gli esami di Maturità in presenza e in sicurezza, con una modalità semplificata certo, non poteva essere altrimenti, ma seria e adeguata all’importanza dell’evento. E mi permetta Presidente, da docente di scuola quale sono, di cogliere l’occasione per fare gli auguri più grandi a tutti gli studenti che tra pochi giorni torneranno nelle loro scuole, con i loro docenti, per svolgere gli esami.

Gli auguri vanno ovviamente anche ai ragazzi della cosiddetta terza media, le terze delle scuole secondarie di I grado: anche per loro questo sarà un esame particolare, non in presenza purtroppo la anche in questo caso adeguato e con una valutazione complessiva da parte del Consiglio di classe.

E poi c’è la semplificazione dell’edilizia scolastica, una norma fondamentale, che consente di intervenire con rapidità. E che si aggiunge a importanti stanziamenti realizzati proprio negli scorsi mesi: 510 milioni assegnati agli enti locali  a marzo e ulteriori 320 milioni nell’ambito della Programmazione unica nazionale 2018-2020; ci sono le norme sulla valutazione, sia per quanto riguarda l’ammissione al prossimo anno scolastico, che l’abbandono della votazione in decimi, e il passaggio al ben più adeguato giudizio per i bambini della scuola primaria: un passaggio quanto mai opportuno, perché il processo di apprendimento dei bambini non può essere valutato in numeri. Credo che sia anche arrivato il momento di utilizzare di più, e meglio, la certificazione delle competenze, uno strumento presente nelle nostre scuole da tempo ma percepito ancora come un corpo estraneo. Non si può fare didattica per competenze senza una valutazione delle competenze, costante e periodica.

Infine due novità importanti per quanto riguarda i docenti: l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto e la loro trasformazione in graduatorie provinciali già da quest’anno, una procedura finalmente digitalizzata per la gestione delle supplenze che permetterà ai docenti già iscritti di aggiornare la propria posizione e agli aspiranti docenti di potersi iscrivere. E il concorso straordinario per 32 mila precari con 36 mesi di servizio, una soluzione trovata nei giorni scorsi che garantisce il merito e la qualità dell’istruzione. E che s’inserisce nel piano già avviato di circa 80 mila assunzioni nei prossimi mesi, perché per il Movimento 5 stelle la lotta al precariato scolastico è sempre stata una priorità assoluta, e continuerà ad esserlo: le nostre scuole hanno bisogno di docenti motivati, professionalmente preparati, e non di professionisti mortificati da anni di supplenze.

In questi mesi è mancata soprattutto la socialità, lo stare insieme che è una componente essenziale del processo educativo; il rischio era, ed è ancora, che quel senso di comunità che la scuola coltiva si disperda, si offuschi, di fronte all’immagine tremenda, ma necessaria, dei cancelli chiusi.

Per questo adesso la sfida sarà riportare tutti i nostri ragazzi a scuola a settembre, in totale sicurezza, con un’attenzione particolare per chi ha vissuto questi mesi con grande difficoltà, chi non è riuscito in tutto o in parte a seguire il passo della didattica a distanza, a coloro che rischiano di restare indietro a causa della pandemia. Perché il contrasto alla dispersione scolastica, all’abbandono scolastico, alla povertà educativa dovrà sempre restare il primo e principale obiettivo della nostra azione politica, insieme alla valorizzazione dei talenti di ciascun ragazzo.

E la sfida, come più volte sia la ministra Azzolina che il presidente Conte hanno ripetuto, sarà mettere la scuola e la formazione in generale al centro del piano di ricostruzione dell’Italia, partendo dalla programmazione dei finanziamenti legati all’emergenza che arriveranno dall’Europa, passando per le programmazioni finanziarie della prossima legge di Bilancio e arrivando ai piani di finanziamento del prossimo bilancio dell’UE 2021-2027. È una grande occasione quella che si presenta, e siamo certi che questo Governo continuerà a dare le giuste risposte e a fare della scuola, e quindi i nostri bambini e ragazzi, il pilastro intorno al quale rilanciare il Paese.

Perché solo la scuola può fare il miracolo di trasformare i sudditi in cittadini, per utilizzare le parole di Calamandrei, e le sfide del presente e del futuro richiedono cittadini sempre più consapevoli di sé stessi e del mondo.

Grazie

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