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Schermata del 2015-06-16 123929

 

 

 

Interrogazione M5S ed esposto sulla vicenda delle gallerie
 
 
Dopo l'interrogazione presentata nel 2013 sempre dal M5S e sopo la recente inchiesta giornalistica della Rai Abruzzo (Ezio Cerasi) sulla vicenda delle gallerie Francavilla - Pescara, che ha messo in discussione la stessa risposta del Ministero alla nostra interrogazione di quasi due anni fa, ecco la nuova interrogazione del M5S con la quale si chiede di fare definitivamente chiarezza su questa vicenda da quasi 200 milioni di euro di soldi pubblici. Con questo ulteriore atto parlamentare, molto dettagliato nella ricostruzione degli eventi e delle criticità, chiediamo al ministero dei trasporti di promuovere azioni ispettive anche tecniche per verificare eventuali responsabilità sullo stato delle gallerie e sui lavori fin qui condotti, perché i lavori di manutenzione sembrerebbero non risolutivi del problema ma soltanto dei provvedimenti tampone che eliminano l'acqua dalla carreggiata ma non le infiltrazioni, e infine chiediamo spiegazioni su un'anomala richiesta 'verbale' di lavori da parte dell'Anas alla Toto spa, così com'è emerso nell'inchiesta giornalistica da una lettera che l'impresa avrebbe inviato all'Anas il 30 maggio 2006. 
Alla luce dei nuovi elementi emersi, e dei pesanti dubbi sullo stato delle gallerie sollevati dagli esperti consultati dal giornalista Rai, presenteremo insieme all'associazione dei consumatori Codici un ulteriore esposto alla Procura di Pescara, dopo quello del 2013 presentato alla procura di Chieti ma che, da quello che ci risulta, non avrebbe avuto alcun esito.
 
 
Questa l'interrogazione:
 
 
 

 

VACCA, COLLETTI e DEL GROSSO. Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Per sapere - premesso che:

 

l’inchiesta giornalistica di Ezio Cerasi sui problemi nelle gallerie della variante della Strada Statale 16 compresa tra Pescara e Francavilla al Mare (Chieti) viene trasmessa dal 9 al 12 giugno 2015 sul TGR Abruzzo della Rai, per sottolineare soprattutto la pericolosa presenza di acqua, detriti e pozzanghere stagnanti sulla carreggiata;

Tale problematica era stata già affrontata dal deputato Gianluca Vacca, il quale presentò l’interrogazione 4-01834 al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sui problemiin data Mercoledì 4 giugno 2014, proprio relativamente alla situazione emergenza delle gallerie della variante della Strada Statale 16 compresa tra Pescara e Francavilla al Mare;

nonostante i dubbi sollevati e minimizzati da rassicurazioni e promesse di lavori di manutenzione, si sovviene che la presenza di acqua sia dovuta a infiltrazioni costanti nel tempo e pertanto, trattandosi di perdite di una consistente entità, probabilmente non sia da attribuirsi a problemi di semplice manutenzione ordinaria, bensì da riconoscersi in criticità strutturali;

i giudizi di rappresentanti della stessa Anas, raccolti dall'inchiesta giornalistica della Rai, non sono concordanti sulla situazione delle due gallerie: secondo Stefano Liani, direttore centrale nuove costruzioni Anas, il fenomeno non rappresenterebbe una situazione normale. Per Lelio Russo, invece, capo dipartimento Anas Abruzzo, non ci sarebbe nulla di così anomalo e le cause sarebbero da ricercarsi nell'aumento delle piogge e della loro intensità di questi ultimi anni;

nell’interrogazione sopra menzionata si ricordava che:

  • Inaugurazione delle gallerie nel 2007: la San Silvestro ( lunghezza di 3600 metri) e Le Piane (lunghezza di 1900 metri), entrambe a doppio senso di marcia;

  • Costo per la realizzazione dell'intera variante si approssima ai 180 milioni di euro;

  • emissione, a carico dell'Anas abruzzese nel mese di agosto, di un bando del valore di quasi 1,7 milioni di euro per risanamento strutturale e messa in sicurezza delle gallerie;

  • Riscontro da parte della società appaltatrice, la TOTO S.p.a., di problemi non previsti in fase di progettazione a causa delle caratteristiche meccaniche dei terreni difformi dalle previsioni già durante la fase di realizzazione delle gallerie; si evidenzia inoltre come tali problematiche abbiano fatto lievitare il costo dell'opera di svariati miliardi di lire;

  • Necessità di opere aggiuntive durante la fase di realizzazione, che permettessero la reale fruizione della variante: non erano infatti stati previsti svincoli di ingresso e uscita nelle località urbane attraversate dalla variante; in particolare nel comune di Francavilla al Mare. Ciò a danno della reale fruizione dell'opera pubblica in fase di realizzazione;

  • Affidamento , da parte dell'ANAS , dei lavori di realizzazione delle modifiche che permettevano la fruizione della variante alla stessa ditta concessionaria dell'appalto, la TOTO S.p.a;

ai quesiti posti dall’interrogante sulla richiesta dei reali problemi strutturali riguardanti l'opera pubblica in questione, concernenti le responsabilità in merito ai problemi immediatamente manifestati, relativamente alla quantità di ammonto del costo che lo Stato avrebbe affrontato per sanare i problemi esistenti e alla conoscenza del destinatario a cui sarebbero imputati i costi di eventuali interventi sulle gallerie (tenendo conto che l'opera è stata inaugurata nel 2007. “4-01834”), il ministero risponde dichiarando che:

  • Le gallerie «Le Piane» e «San Silvestro» sono state realizzate nell'ambito dei lavori di costruzione della Variante di Francavilla al Mare mediante il congiungimento della variante di Pescara con la variante di Ortona, 1o stralci lotto funzionale, dalla variante di Pescara alla strada statale 263 «vai di Foro»;

  • i lavori sono stati ultimati nel dicembre 2003 e regolarmente collaudati, come risulta dal verbale dell'ottobre 2004, che non ha evidenziato alcun vizio realizzativo;

  • con il passare degli anni si sono manifestate alcune infiltrazioni d'acqua sul piano viabile a causa delle condizioni litostratigrafiche locali particolarmente complesse che hanno reso estremamente variabile la permeabilità dei terreni sui quali insiste l'opera;

  • La galleria «Le Piane», in particolare, attraversa una falda acquifera sostenuta da argille impermeabili del substrato che fungono da «acquiclude» e che la capacità e la potenza della falda varia in funzione degli apporti meteorici e idrici provenienti dalle formazioni sabbiose-ghiaiose sommitali. Il Ministero aggiunge che i fenomeni descritti hanno fatto ritenere che la funzionalità del sistema drenante, realizzato nella citata galleria, sia stata inficiata dal rilascio di silicati trasportati dalle acque di drenaggio che ostruivano i fori della condotta posta sotto l'arco rovescio;

  • per una definitiva soluzione delle criticità riscontrate è stata valutata positivamente la progettazione di un intervento mirato esclusivamente al ripristino integrale dell'intero sistema drenante sottostante la pavimentazione stradale e al rifacimento totale della pavimentazione stessa, senza interventi strutturali in galleria;

  • i lavori, per quanto riguarda la galleria «Le Piane», sono stati consegnati il 19 novembre 2013 dalla società ANAS alla ditta Ricci Guido Srl e sono stati ultimati il 20 febbraio 2013. L'intervento è stato finanziato, per un importo complessivo di circa 2 milioni di euro comprensivo degli oneri di investimento, con le risorse previste dal decreto-legge n. 69 del 21 giugno 2013 e relativa legge di conversione;

  • per quanto concerne, invece, la galleria «San Silvestro», interessata dalle medesime criticità, il ministero informava l’imminente esecuzione di un analogo intervento non appena si renderanno disponibili le relative risorse finanziarie;

alla luce delle risposte ufficiali dell’allora Ministro Lupi, dall’inchiesta giornalistica della Rai si evidenzia un quadro molto diverso e da approfondire sulle responsabilità soggettive riguardo le infiltrazioni di acqua nella galleria. In sintesi è emerso che le dichiarazioni dell’ANAS e del Ministro delle infrastrutture sarebbero state smentite da esperti di geologia e ingegneria.

In particolare, mentre da una parte l’ex Ministro Lupi e i vertici Anas affermano che la geologia dei territori attraversati dai tunnel è particolarmente complessa, dall’altra parte il professor Brozzetti dell’Università d’Annunzio di Chieti, consultando le carte geologiche, illustra invece le condizioni geologiche banali e comuni esistenti sul sito e la scarsa potenza delle falde acquifere. Tesi confermata dall’ingegner Chiarelli, quando dichiara che in altre situazioni geologiche, ad esempio quella delle Alpi, le masse idriche sono davvero potenti e che nonostante ciò le infiltrazioni possono essere evitate. Di tutt’altro avviso, invece, l’ingegner Russo dell’ANAS che afferma che le infiltrazioni sono inevitabili;

lo stesso ingegner Chiarelli evidenzia che le formazioni geologiche su cui insiste l’opera sono molto comuni nel centro e nel sud Italia e non procurano grossi problemi ;

nella stessa inchiesta giornalistica un ingegnere esperto in impermeabilizzazioni alle dipendenze di una nota azienda specializzata in gallerie che opera in campo internazionale, sostiene che sulla fattispecie della galleria di cui si sta parlando ci sono una serie di concause che hanno portato dopo 15 anni ad avere un “colabrodo” che va dall’inadeguata progettazione al risparmio sui materiali utilizzati alla sommaria esecuzione dei lavori. Ciò è confermato visionando il progetto delle gallerie da cui si nota che dalla sezione della galleria è possibile riscontrare che il manto in pvc di impermeabilizzazione si ferma 50 cm sopra il manto stradale e non si spinge al di sotto di esso;

nonostante l’opera sia stata inaugurata nel 2007 e sia costata 170 milioni di euro, si era già a conoscenza delle problematiche legate alle infiltrazioni d’acqua, tant’è che da una lettera di Toto Costruzioni Generali all’ANAS S.p.A. si evince che quest’ultima avrebbe richiesto verbalmente alla TOTO il progetto inerente la risoluzione delle problematiche relative alle infiltrazioni registratesi nelle due gallerie; dalla stessa lettera si deduce che sarebbero stati eseguiti dei lavori per risolvere le problematiche legate alle infiltrazioni d’acqua;

ciò che appare poco chiaro e anomalo, è che la richiesta dell’ANAS di lavori sulle infiltrazioni d’acqua venga fatta verbalmente e non con un documento ufficiale;

ciò che appare evidente è che gli interventi di manutenzione non avrebbero risolto il problema delle infiltrazioni d’acqua;

nonostante ciò il rappresentante dell’ANAS, interpellato dal giornalista, dichiara che i collaudi non hanno riscontrato vizi realizzativi;

dopo i lavori di manutenzione del 2013 nella galleria “Le Piane” per un importo di circa 2 milioni di euro, stanno per cominciare i lavori analoghi nell'altra galleria, “San Silvestro”, per un importo di circa 4 milioni di euro da quello che si apprende dalla stampa;

un comunicato del 12 giugno 2015 sul portale dell’Anas dichiara che la stessa ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'esito della gara d'appalto riguardante i lavori di manutenzione straordinaria della galleria "San Silvestro", situata lungo la strada statale 714 "Tangenziale di Pescara". L'appalto prevede :

  • demolizione e ricostruzione della sovrastruttura stradale nella galleria;

  • ripristino e/o sostituzione del sistema drenante centrale al di sotto del piano viabile;

  • posa in opera di tratti di rivestimento in lamiera in acciaio inox al fine di intercettare le venute d'acqua dalla calotta e convogliarle nel sistema drenante in modo da eliminare ristagni d'acqua sul piano viabile;

gli interventi sono finalizzati all'innalzamento degli standard di sicurezza per gli utenti in transito lungo la galleria. I lavori sono stati assegnati all'impresa Di Carlo S.p.A., con sede a Casoli, in provincia di Chieti. Il termine stabilito per l'esecuzione dei lavori e' di 120 giorni dalla data di consegna;

appare chiaro che fare una galleria a regola d’arte, sia in fase di valutazione a livello geologico, sia nella fase di progettazione che in quella di esecuzione significherebbe non avere infiltrazioni d’acqua;

ad avviso dell’interrogante è necessario e doveroso un intervento di manutenzione straordinaria che risolva definitivamente il problema e non soltanto che migliori i livelli di sicurezza stradali;

è evidente che il costo dei continui interventi di manutenzione per garantire la sicurezza stradale ricadano sulla comunità dei cittadini, mentre sarebbe opportuno individuare i reali responsabili;

a giudizio degli esperti interpellati nell'inchiesta giornalistica il problema delle infiltrazioni d’acqua erano risolvibili sia in fase di realizzazione che in fase di manutenzione straordinaria -:

se il Ministro ha intenzione di promuovere azioni che accertino le eventuali responsabilità dei difetti dell’opera, sia per i profili di competenza dell’ANAS quanto per quelli dell’impresa esecutrice dei lavori, anche verificando, attraverso perizie tecniche e carotaggi, la reale consistenza dell’opera;

se l'eventuale richiesta “verbale” dell’Anas alla ditta TOTO del progetto degli interventi inerenti la risoluzione delle problematiche relative alle infiltrazioni registratesi nelle due gallerie, sia una procedura corretta e idonea;

per quale motivo i lavori di manutenzione previsti, per un totale di circa 6 milioni di euro, non sono quelli risolutivi del problema delle infiltrazioni ma solo soluzioni – tampone che, eliminando la presenza di acqua in carreggiata, non risolvono però il problema definitivamente.

non usare capidoglio 3 1Il nostro NO alle trivellazioni è anche per evitare disastri come quello di Vasto! 

 

Questa l'interrogazione presentata dai parlamentari abruzzesi e dai membri #M5S della commissione Ambiente:

 

 

 

 

 

 

 

Interrogazione a risposta in commissione

VACCA, COLLETTI, DEL GROSSO, TERZONI, DAGA, DE ROSA, ZOLEZZI, MANNINO, MICILLO, SEGONI, BUSTO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per sapere – premesso che:

il 12 settembre a pochi metri dalla riva della spiaggia di Punta Penna,nella riserva di Punta Aderci di Vasto, si sono arenati sette capodogli;

grazie all’azione della Capitaneria di Porto, del servizio veterinario della Asl provinciale di Chieti, della Protezione civile e di centinaia di volontari, quattro dei sette cetacei arenati hanno ripreso il largo nel mare, mentre altri tre sono deceduti; nonostante ciò , secondo gli esperti, la possibilità di sopravvivenza dei capodogli superstiti è minima;

già dalle prime battute si individuava tra le probabili cause che hanno portato i cetacei a spiaggiarsi, il disorientamento dovuto a fattori non naturali tra cui sicuramente l’uso in zona di sonar militari, di tecnologie legate alle ricerche di idrocarburi e di prospezione dei fondali sottomarini per la posa di cavi elettrici;

una delle tecnologie maggiormente utilizzate per la prospezione dei fondali marini e per l’individuazione dei giacimenti di idrocarburi è l’airgun;

con la direttiva 2008/56/CE (recepita in Italia con DLgs. n.190 del 13 ottobre 2010), che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino, il rumore diventa per la prima volta un parametro di qualità dell’ambiente marino stesso;

la Commissione europea definisce l’inquinamento acustico sottomarino come “l’introduzione intenzionale o accidentale di energia acustica nella colonna d’acqua, da fonti puntuali o diffuse” e ha applicato il fondamentale principio secondo cui l’assenza di certezza scientifica, qualora sussista il pericolo di danni gravi o irreversibili, non esonera gli Stati dal dovere di predisporre misure efficaci per evitare il degrado ambientale (Principio 15 della Dichiarazione di Rio);

l’airgun è una tecnologia che si basa sulla produzione di segnali acustici attraverso l’uso di sorgenti artificiali;

le prospezioni geofisiche marine sono incluse fra le attività antropiche a potenziale rischio acustico in quanto responsabili dell’introduzione di rumore in ambiente marino. Infatti si è giunti alla certezza che alcuni suoni antropogenici hanno effetti negativi su diversi phyla di organismi, in particolare sui cetacei proprio perché questi ultimi comunicano, navigano, si orientano e individuano le prede grazie al suono;

dal rapporto tecnico dell’ISPRA pubblicato a maggio del 2012 sulla “Valutazione e mitigazione dell’impatto acustico dovuto alle prospezioni geofisiche nei mari italiani” si apprende che ”l’esposizione al rumore di origine antropica può produrre un’ampia gamma di effetti sugli organismi acquatici, in particolare sui mammiferi marini. Un suono di basso livello può essere udibile ma non produrre alcun effetto visibile, viceversa può causare il mascheramento dei segnali acustici e indurre l’allontanamento degli animali dall’area esposta al rumore. Aumentando il livello del suono, gli animali possono essere soggetti a condizioni acustiche capaci di produrre disagio o stress fino ad arrivare al danno acustico vero e proprio con perdita di sensibilità uditiva, temporanea o permanente. L’esposizione a rumori molto forti, come le esplosioni a breve distanza, può addirittura produrre danni fisici permanenti ad altri organi oltre a quelli uditivi e può in alcuni casi portare al decesso del soggetto colpito”;

dallo stesso rapporto ISPRA si legge chiaramente che “Diversi studi hanno messo in evidenza l’impatto comportamentale e fisiologico che l’airgun può esercitare sui mammiferi marini.

In particolare, si ritiene che i cetacei che fanno uso di suoni a bassa frequenza per le loro comunicazioni siano la categoria più esposta a rischi in quanto capaci di percepire maggiormente i suoni prodotti dagli airgun. I capodogli sono ritenuti specialisti delle basse frequenze con la migliore sensibilità dell’udito al di sotto di 3 kHz (Ketten, 2000)”;

l’industria petrolifera, sia attraverso le attività estrattive, che con la prospezione e la ricerca di idrocarburi aumenta la pressione antropica sul mare Adriatico, già di per se stressato a livello ambientale dalle numerose attività umane;

la tecnica dell'airgun genera rumori che si propagano anche per centinaia di chilometri;

il progetto per la posa del cavo sottomarino Tivat (Montenegro) – Pescara non è stato assoggettato a V.I.A. grazie ad una modifica intervenuta negli allegati del D.lgs.152/2006 volta ad escludere i cavi a corrente continua, come se l'unica forma di possibile interazione ambientale del progetto fosse quella connessa alla tipologia del flusso di corrente e non già a tutte le attività di ricerca e posa in opera dello stesso;

oltre all'air-gun vi sono altre metodiche di indagine in mare che possono interagire negativamente sulla fauna marina come il sonar multi-beam;

nei mesi di giugno – settembre risultano operanti nel mare Adriatico, sulla base del posizionamento satellitare (dati del traffico marittimo) e delle ordinanze delle capitanerie di Porto diverse navi attrezzate per l'utilizzo di queste metodologie come, a mero titolo di esempio, la OGS Explora, la Franklin, la ARGO;

considerate la strumentazione a bordo, questi battelli ed eventualmente altri battelli potrebbero aver utilizzato tecniche di indagine che possono interagire con gli organismi marini;

tali imbarcazioni in ogni caso grazie alle loro strumentazioni potrebbero aver registrato informazioni utili ai fini dell'accertamento delle cause dello spiaggiamento-:

quali sono state le forme di prospezione nel mare Adriatico realizzate nei 4 mesi antecedenti all’arenamento dei capodogli;

se esistono progetti di ricerca di idrocarburi o altri interventi in via di autorizzazione o in via di esecuzione che utilizzano modalità di indagine note per interagire con la fauna marina e che interessano il Mare Adriatico nonché l'entità degli stessi;

quali saranno le iniziative che il Ministero intende avviare per limitare i danni prodotti dalle attività legate alle prospezioni dei fondali marini anche sulla base del principio di precauzione e delle numerose ricerche scientifiche che hanno accertato un'interazione negativa tra le tecniche di prospezione citate in premessa e i cetacei.

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La vicenda Ombrina mare 2 è ancora viva, oggi più che mai. Non solo, ma si prepara un assalto vero e proprio all'Abruzzo!

Nonostante ci abbiano fatto credere che sarebbe stato bloccato il progetto Omrina, in realtà è stato trovato uno stratagemma per allungare il brodo per arrivare al dopo elezioni regionali (maggio 2014) attraverso la inutile richiesta dell’AIA alla Medoilgas, da parte del Ministero dell’ambiente, con l’evidente scopo di prolungare la conclusione della vicenda a elezioni avvenute. I cittadini più fiduciosi (e creduloni) hanno creduto che tale procedimento potesse condurre ad un esito negativo della richiesta della Medoilgas, ma non è così. Fino ad oggi la vera resistenza l’hanno condotta i cittadini con la propria PARTECIPAZIONE alle manifestazioni, alle osservazioni, ai dibattiti. Dobbiamo continuare a far sentire forte e chiara la nostra voce! 

Il 29 luglio 2014 scadono i termini per presentare le osservazioni all’autorizzazione integrata ambientale (AIA); ogni cittadino può presentare le proprie osservazioni di contrarietà al progetto. Raccogliamo l'appello lanciato nei giorni scorsi da Maria Rita D'Orsogna, e inondiamo il Ministero dell’Ambiente (e il progetto Ombrina mare 2) con le nostre osservazioni!

 

La procedura è semplice (scadenza martedì 29 luglio):

 

1. Scarica il documento (in basso al post)

2. Compila la parte tratteggiata con i tuoi dati personali

3. Aggiungi, se vuoi, qualche riga sulla te stesso (amante del mare, ambientalista, albergatore, pescatore, operatore nel settore agro-alimentare, medico, residente nella zona interessata all’impianto, ecc…) 

4. Firma la lettera in fondo alla pagina (l’assenza di firma invalida l’osservazione), inserendo anche data e luogo di spedizione della lettera

5. Puoi inviare le osservazioni:

a) in forma elettronica Tramite PEC all’indirizzo

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b) in forma scritta, tramite raccomandata A/R indirizzata al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali - Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale, Via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma.

Scarica qui il documento da sottoscrivere e inviare:

Ombrina2014_osservazioni_COGNOME.doc

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